Design

Da donna a donna

IL 114 18.09.2019

Componibili Bio, la nuova versione in materiale naturale, derivato da scarti della produzione agricola, sviluppato da Kartell insieme a Bi-On

Per la nostra serie “L'avessi fatto io” la designer Ilaria Bianchi rende omaggio a «un’incredibile innovatrice, molto poco raccontata»: Anna Castelli Ferrieri e i suoi Componibili disegnati per Kartell nel 1967

Componibili (nella nuova versione Bio), Anna Castelli Ferrieri, 1967, Kartell. Con questa scelta, Ilaria Bianchi vuole rendere omaggio a «un’incredibile innovatrice, molto poco raccontata, una donna che decise di fare l’architetto per cambiare il linguaggio della progettazione, per cambiare il mondo. Anche io vorrei modificare il modo in cui il design si esprime. Per esempio, con progetti come Debatable, che ho disegnato per Dimore Gallery: un tavolo che diventa “agente di conversazione”. O i paraventi Domestic Perimeters, creati durante una residenza a palazzo Monti, a Brescia: una riflessione sulle barriere che, rese mobili, permettono la comunicazione».

L’impegno etico della progettazione è uno degli aspetti in comune con Anna Castelli Ferrieri (1920-2006), a cui Bianchi dedica anche la riflessione sulle difficoltà (nel passato, soprattutto) di essere donna in un settore molto maschile. Tuttavia, le affinità sono più vaste, nonostante la fondamentale differenza tra il mondo industriale a cui è legato il mobile contenitore disegnato per Kartell e l’orizzonte della sperimentazione in cui si muove Bianchi: «I Componibili hanno un’essenza totemica che va al di là dell’essere un oggetto passe-partout. Anche i miei lavori su misura, nel loro piccolo, hanno una forte personalità: parto da un tessuto narrativo che mi faccia emozionare. L’aspetto psicologico è per me importante, da lì parto per costruire le valenze sociologiche ed economiche».

Il suo Essenziale (per la mostra Wallpaper* Handmade dedicata all’amore che si è tenuta durante l’ultimo Salone del Mobile) è un diffusore di profumi, ma anche una scultura cinetica in marmo intarsiato che ricorda i carillon per neonati. Il valore affettivo si riflette anche in un altro parallelismo con i Componibili: «Non ne ho mai posseduto uno, ma ne ho regalati molti», racconta Bianchi. «La sua iconicità, la sua essenzialità e flessibilità donano gioia, un valore al di fuori delle regole di mercato. Così succede anche per i miei pezzi, che sono progetti di ricerca, tra arte e design: spesso vengono acquistati per essere donati. Come la collezione Rovinette, per esempio: una serie di pezzi in cui il marmo esprime il paesaggio storico delle rovine».

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