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I “nuotattori” del Lago Maggiore

IL 114 06.09.2019

“Incanti e memorie” è il nome della parata che durante il festival Il Teatro sull’Acqua ogni sera anima il centro di Arona

La IX edizione del festival teatrale di Arona, diretto da Dacia Maraini (fino all’8 settembre), è una storia scritta sull’acqua

È una storia scritta sull’acqua, tutto il teatro lo è, ma in questo caso di più. Fino all’8 settembre (è iniziato il 3), Dacia Maraini e il suo festival Il Teatro sull’Acqua ad Arona, vogliono «rendere possibile l’inaspettato». Protagonista della IX edizione è la poesia: parola e immagine. A Monica Maimone, dello Studio Festi, sono affidati lo spettacolo sul lago, Concertazione per elementi, e la parata nel centro storico, Incanti e memorie, che si terranno ogni sera. «Siamo partiti dai versi poetici», spiega la regista. «Il primo testo con cui ci siamo confrontati è Il poema del quarto elemento di Borges, che racconta la struttura delle cinque sostanze, quattro più la quintessenza, e cerca di dare all’acqua l’importanza attribuitale dagli antichi Greci, quella di origine di tutte le cose. Abbiamo poi scelto una poesia sul vento, una sulla terra e una sul fuoco». I versi saranno recitati da Giovanni Battista Storti e rappresentati con gli elementi stessi. L’acqua qui è la materia preferita, la più naturale sulla scena, non solo perché “rem‑attori” e “nuot‑attori” saranno protagonisti con le barche, ma anche perché quella del lago si rivelerà costruttrice di forme.

“Zanna Bianca”, testo di Francesco Niccolini liberamente ispirato alla vita di Jack London, con musiche di Ezio Bosso, in cartellone a Il Teatro sull’acqua ad Arona

La bellezza di questo festival diffuso, ideato da Maraini insieme a Luca Petruzzelli, grazie al quale il porto diventerà una platea, i locali, le strade e persino le case si trasformeranno in vene e cellule di teatro, è nella capacità di coinvolgere la città, con circa 150 volontari: «Lavoriamo con loro, non solo per loro: buona parte dei performer saranno locali», chiarisce Maimone. «A parte alcuni attori della nostra compagnia, cui sono affidate le costruzioni più complesse: il lavoro con il fuoco, per esempio, o l’attraversamento del lago dentro una bolla d’aria». Un impegno che richiede settimane di esercizio, per preparare adeguatamente i performer locali, che guideranno gli speciali catamarani inventati dallo Studio Festi una decina di anni fa a Macao, veri e propri palcoscenici mobili.

Maimone, che lavora con Valerio Festi sin dal 1982, porta ad Arona il mondo. Quando sono in Italia, la regista e il suo gruppo s’ispirano alla festa barocca e alla lunga tradizione delle feste delle città. I loro spettacoli puntano sulle macchine mobili, sull’assenza di palcoscenico, sulla dimensione estetica del volo. «Il lago è la pace ed è la struttura dei racconti. Possiede un orizzonte, uno spazio di attraversamento da conquistare, non a caso tutti i grandi affabulatori nascono sul lago, incluso Dario Fo, con cui ho lavorato tantissimi anni», conclude Maimone.

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