Magazine / Glocal

Un anno in marcia per dire sì a pace e giustizia

IL 114 19.09.2019

Da ottobre, dall’India a Ginevra, in cammino per 10mila chilometri: Jai Jagat 2020, la manifestrazione senza precedenti nel nome di Gandhi

Mettere insieme migliaia di persone che percorrono diecimila chilometri, attraversando ben 17 Paesi nell’arco di 370 giorni. Un’impresa che pare impossibile, ma che è in fase di realizzazione. Un movimento vivo, fatto di persone, di energie e di una tenace volontà: è il Jai Jagat 2020, iniziativa promossa dall’omonimo movimento per sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale a un cambiamento globale attraverso la nonviolenza. In marcia come un’unica famiglia partendo dall’India, da New Delhi, il 2 ottobre del 2019, dal luogo dove riposano le spoglie di Mahatma Gandhi, proprio nel giorno del 150° anniversario della sua nascita, per arrivare a Ginevra, in Svizzera, l’anno successivo. «Essere un cittadino del mondo, pensando al destino del nostro pianeta». Questo è il primo pensiero di Rajagopal P.V., fondatore di Ekta Parishad e ideatore della marcia.

Da molti definito il nuovo Gandhi («Sono gli amici a chiamarmi così», si schermisce lui), Rajagopal P.V. lavora all’iniziativa da cinque anni, con l’intenzione di mettere in pratica i precetti gandhiani della nonviolenza, della semplicità e della umiltà per lanciare un messaggio preciso soprattutto ai governi e alle istituzioni internazionali: eliminare le povertà e le disuguaglianze, promuovere uno sviluppo sostenibile, combattere l’emergenza climatica, fermare i conflitti. «La marcia sarà uno strumento potentissimo per far partire il cambiamento, per modificare gli stili di vita di ciascuno ed esercitare pressioni su chi governa» afferma Rajagopal P.V, settanta anni, nativo del Kerala.

La sua storia d’impegno ha inizio più di trenta anni fa, come formatore giovanile nelle zone rurali del Paese. «È in quell’esperienza che ha preso corpo Jai Jagat (parola Hindi che significa “vittoria per tutti”, nda), mentre aiutavo migliaia di giovani a cambiare la loro vita e a risolvere i loro problemi. Dobbiamo agire, prendere coscienza che c’è tantissima gente in povertà e nessuno deve essere lasciato indietro. In questo momento storico, bisogna stare insieme. L’attuale modello ha distrutto per sempre risorse utili per intere generazioni, tocca a noi fare la nostra parte».

«Jai Jagat» è ripetuto come un mantra da scandire con coraggio. Sebbene non manchi qualche preoccupazione visto la lunghezza del percorso e per alcuni territori da attraversare dalla sicurezza incerta, il morale è alto. «Sarei ben felice di incontrare Greta Thunberg, se venisse a Ginevra», conclude Rajagopal P.V, lanciando una sorta di appello. «Sono contento che i giovani abbiano accettato la sfida di promuovere il cambiamento».

Chiudi