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Facciamo festa, è risorto il roBOt

23.10.2019

Il duo Red Axe, tra gli ospiti del roBOt festival il 25 ottobre alla Sala Maggiore (Ex GAM) di Bologna

Abbiamo bisogno di cultura, di festival, di aggregazione. Quindi non possiamo non gioire per la nuova edizione di questa rassegna (il 25 e 26 ottobre), che riporta Bologna verso il centro del discorso elettronico e del concetto di clubbing

Bologna è una città che ha fatto della sua vibrazione giovanile un motivo di merito e che, proprio per questo motivo, ha bisogno di luoghi e spazi pensati per raccogliere e stimolare il suo pubblico, aprendolo a una condivisione esterna, anche internazionale. Nel 2008, roBOt, festival dedicato alla musica elettronica e alle arti digitali, sembrava nascere proprio per la necessità di sopperire a questo bisogno e inserire il capoluogo emiliano sulla mappa delle rassegne italiane con ambizioni europeiste. Giunto alla sua undicesima edizione, roBOt si sta riposizionando, con piccoli passi ben pensati, dopo il brutto stop dell’edizione 2015 che ha condizionato la sua crescita e vitalità, e lo stato di forma è ottimo, come dimostrano le parole dell’assessore alla Cultura e politiche giovanili della Regione Emilia-Romagna, Massimo Mezzetti: «Sono stati bravissimi nel capire rapidamente gli errori e portarvi rimedio, hanno imparato dagli errori e non si sono pianti addosso.

Il roBOt, in questa rinascita, sta ritrovando il suo ruolo: line up solida, location affascinanti, pricing competitivo. Un lavoro dal basso per riportare in auge una delle rassegne che meglio aveva rappresentato la scena elettronica nell’ultimo decennio. È Marco Ligurgo, il direttore artistico del festival, a indicare il cambio di rotta: «Oggi, la nostra idea di festival ha una dimensione cittadina ma con eventi riconosciuti a livello nazionale». Palazzo Re Enzo, edificio storico di Piazza Maggiore, Sala Maggiore (l’ex GAM) e DumBo, l’ex scalo merci Ravone divenuto spazio di rigenerazione urbana, sono le location scelte per i tre giorni di festival che, dopo l’inaugurazione del 12 ottobre, aprirà le porte questo venerdì.

Batu

Moxie

Alessandro Cortini

Moxie

La line up di questa edizione, seppur mancando di headliners clamorosi (come in passato fu, uno su tutti, Ricardo Villalobos), è ben strutturata, con qualità sopra la media. Luci puntate sull’esclusiva italiana per il ritorno degli 808 State, storico gruppo della “Madchester” tra la fine degli Anni Ottanta e i primi Novanta, sulla presenza dell’affidabile John Talabot e sulla rivelazione del jazz contaminato di The Comet Is Coming, quest’anno capaci di produrre due dei dischi più apprezzati dalla critica. E ancora Donato Dozzy, il dj italiano che tutta Europa ci invidia, Alessandro Cortini dei Nine Inch Nails, Andrew Weatherall, poliedrico dj britannico resident di NTS Radio, e i suoni bass-oriented di Batu e Badsista. Tra gli altri, sui palchi di roBOt, si esibiranno anche Curses, Leon Vynewall, Tolouse Low Trax, Moxie, Afrodeutsche, Interstellar Funk. Il nostro consiglio va sui Red Axe; il duo di Tel Aviv è una delle novità più fresche dei dancefloor mondiali di questi ultimi anni, capaci di introdurre ironia e attitudine rock nella scena clubbing senza perdere la capacità di fare ballare, caratteristica imprescindibile dei loro set. Il tema di questa edizione del festival sarà The black box – ovvero il nostro rapporto con una tecnologia ormai trasformata in una scatola nera dai meccanismi interni opachi, di cui conosciamo input e output, ma non il funzionamento – approfondito attraverso workshop e incontri.

Noi crediamo nel risorgimento del roBOt, una realtà fondamentale nella penisola italiana che riporta Bologna verso il centro del discorso elettronico e del concetto di clubbing. Abbiamo bisogno di cultura, di festival, di aggregazione e questa edizione ha le carte in regola per portarci questo genere di esperienza.

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