Agenda

Onde soniche risvegliano Genova

di Guido Banco
Fotografie di SILVIA ARESCA
15.10.2019

Nelle fotografie pubblicate in questa pagina, immagini dei portici di Sottoripa, nei pressi del porto, tra le zone più antiche del capoluogo ligure

Proposte musicali d'avanguardia che rivitalizzano il tessuto urbano della città, un festival che è anche un atto di responsabilità civica: signore e signori, benvenuti a Electropark, dal 16 al 19 ottobre

Ci sono progetti che nascono e crescono in sordina, alimentandosi pazientemente dell’humus della terra che li ha fatti germogliare. Ed è solo con l’opportuna lentezza, e con opportune cure, che questi progetti crescono e maturano, saldamente poggiati sulle proprie radici, fino a diventare certezze. Electropark, festival nato nel 2012 da un gruppo di under 30 a Genova, lontano dai circuiti conosciuti, è uno di questi. Nelle sue sette edizioni – l’ottava da mercoledì 16 a sabato 19 ottobre tra Villa del Principe, Commenda di Pré e Porto Antico – ha saputo dare vita al racconto originale di una città unica, ricca di fascino ma anche di contraddizioni profonde, valorizzandone il ricchissimo (ma assai poco conosciuto) tessuto urbano e culturale attraverso i nuovi percorsi delle sonorità elettroniche globali.

Spiega Alessandro Mazzone, direttore artistico del festival: «Dal 2012 ospitiamo artisti e producer di rilievo internazionale, e siamo impegnati nella valorizzazione del patrimonio artistico storico degli spazi in cui il festival si svolge: spazi mozzafiato e inusuali, ma anche alcune tra le aree più difficili del centro storico, che diventano finalmente “luoghi” grazie a un’azione che è insieme culturale e civica. In particolare, in occasione di questa ottava edizione, per la prima volta i Magazzini del Cotone al Porto Antico saranno aperti al pubblico in una fruizione inedita, tra performance audiovisive, live elettronici e dj set (per le serate conclusive di venerdì 18 e sabato 19 ottobre), mentre la Villa del Principe e la Chiesa di San Giovanni di Pré (al centro di una delle zone storicamente più difficili dei Vicoli), saranno rispettivamente teatro di due anteprime italiane con Alberto Barberis (mercoledì 16 ottobre) e Tomoko Sauvage (giovedì 17 ottobre)».

Più che un effetto collaterale, o un “diktat” dovuto a esigenze di found-raising, quella della rigenerazione urbana è una delle linee guida del progetto, l’autentico core business di Electropark. Una linea che si espleta (anche) grazie agli eventi collaterali del festival, nati con il preciso intento di attivare e coinvolgere i diversi pubblici e le comunità che vivono quotidianamente nel cuore di quello che rappresenta uno dei centri storici più grandi d’Europa, sicuramente il primo per densità di popolazione: «Tra gli appuntamenti “extra” di quest’anno ci sarà un workshop itinerante di field recording, “Genoa Soundscape Project”, curato da Rinaldo Marti in collaborazione con OpenVicoli, in cui saranno esplorati e catturate le voci dei luoghi più rappresentativi del festival, tra Prè, Maddalena e Porto Antico: il workshop porterà alla costruzione di un’inedita mappa sonora della città, che diventerà accessibile al pubblico per tutti fino alla conclusione del festival (utilizzando i codici QR che verranno distribuiti nei diversi quartieri). Inoltre, abbiamo scelto Palazzo Ducale, centro storico e istituzionale della città, come sede di un talk che approfondisce il tema del capitale relazionale quale risorsa di una città, coinvolgendo esperienze da tutta Italia».

Senza dimenticarsi, ovviamente, del dato artistico di Electropark, che è cresciuto con regolarità attraverso gli anni fino a espandere le proprie onde (waves è, non a caso, l’hashtag ufficiale della manifestazione) su Milano con il ciclo di serate “Electropark Exchanges”, musica elettronica d’ascolto al Teatro Franco Parenti di Via Pier Lombardo. Dopo aver ospitato nelle passate edizioni nomi del calibro di Laurel Halo, Lubomyr Melnyk, Robert Henke e Caterina Barbieri, il programma genovese di Electropark nel 2019 vedrà protagonisti 18 artisti da 10 Paesi del mondo (Inghilterra, Stati Uniti, Francia, Giappone, Germania, Italia, Russia, Olanda, Canada, Bielorussia); 11 gli act in programma (7 live e 4 dj set), tra i quali 2 prime italiane, 1 prima mondiale e 1 debutto assouto: un percorso sonoro tutt’altro che prevedibile e scontato, che vede tra gli highlights il guru della techno Andrew Weatherall, il geniale compositore statunitense William Basinski, sabato 19 ai Magazzini del Cotone con la sorprendente performance audiovisiva 10000 Peacock Feathers in Foaming Acid realizzata da Evelina Domnitch e Dmitry Gelfand, Hieroglyphic Being, figura storica della scena sperimentale di Chicago (producer e fondatore dell’etichetta di culto Mathematics). E poi, anche artisti meno celebri ma assolutamente da seguire: le proiezioni cinematiche degli inglesi Sculpture, l’originale mix sonoro della canadese RAMZi (a Genova per presentare in prima italiana il suo nuovo album Comouflé) e il fascino ibrido dell’americana Rrose.

Un festival da ascoltare e da vivere “dentro” la città che lo accoglie: «Riappropriarsi di luoghi sottoutilizzati e valorizzare le relazioni è la missione che guida la nostra azione come operatori del settore e come cittadini, e legittima in un certo senso il nostro ruolo come un ruolo di responsabilità che potrei definire politico – nel senso di polis, città. In questo quadro, Electropark vuole collocarsi sempre di più come un’originale proposta culturale internazionale e, insieme, come veicolo insostituibile di sviluppo territoriale attraverso la cultura».

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