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L’antieroe non muore mai

IL 115 02.10.2019

Cillian Murphy in “Peaky Blinders”. La quinta stagione arriva su Netflix il 4 ottobre

Protagonista maschio, tormentato e moralmente ambiguo (anzi spesso criminale)? Ottobre è il suo mese: arrivano la quinta stagione di “Peaky Blinders” e il film sequel di “Breaking Bad"

Tony Soprano, Walter White e Don Draper erano un tempo i protagonisti assoluti del piccolo schermo, antieroi moralmente ambigui, criminali dalla mascolinità tossica, così ingombranti da non lasciare spazio a nessuno, figuriamoci alle donne. Poi qualcosa si è rotto. La critica inizia a parlare di morte degli antieroi, così abusati che non hanno nulla di nuovo da dire, e arrivano le antieroine e le difficult women, quelle di Game of Thrones, di Orange Is the New Black, fino alle più recenti Jessica Jones e Killing Eve, dimostrando non solo che le donne sono capaci di fare male, molto male, se vogliono, ma anche di affascinare il pubblico, quanto e più delle controparti maschili. Che cosa rimane allora degli uomini alfa di mezza età? Ben poco. Nell’era post #metoo emergono nuovi eroi tormentati, ma più fragili e insicuri, che si tratti di guardie del corpo affette da Ptsd (Bodyguard) o di serial killer che vogliono cambiare mestiere (Barry). Eppure, qualcosa del vecchio antieroismo resiste ancora. Il 4 ottobre arriva su Netflix la quinta stagione di Peaky Blinders, la serie inglese più testosteronica della tv creata da Steven Knight e interpretata da Cillian Murphy – capelli rasati, sguardo impenetrabile, pesante accento inglese – nei panni di Thomas Shelby, il capo della temutissima famiglia di gangster. Lo show racconta la scalata al potere della banda, a partire dal 1919, dai bassifondi di Birmingham fino alla Camera dei comuni del Parlamento londinese. Nel mezzo ci sono lotte tra criminali machisti, sparatorie, sangue e complotti sempre più ingegnosi, orchestrati da Tommy, l’ultimo vero antieroe rimasto in circolazione. È lui il patriarca, la mente che pensa, dà ordini, proteggendo e mettendo in pericolo allo stesso tempo la famiglia. Lo fa per soldi, potere, ambizione, e spesso senza ascoltare nessuno. Per questo, a un certo punto, le donne del clan si ribellano, capitanate dalla zia Polly (Helen McCrory), che non accetta i suoi metodi dispotici. Nella quinta stagione ritroviamo il protagonista tormentatissimo e sempre più instabile: da un lato deve fronteggiare la grande crisi del 1929, dall’altro nemici come Oswald Mosley (Sam Claflin), leader del partito fascista inglese. Ritroviamo anche le musiche di Nick Cave, i ralenti, i colpi di scena, tutto ciò che ha reso Peaky Blinders un fenomeno di culto, tanto da diventare un videogioco, un festival (lo scorso 14 e 15 settembre a Birmingham) e vantare fan del calibro di Brad Pitt, Julia Roberts e David Bowie.

Sempre su Netflix, l’11 ottobre, torna anche un altro fenomeno, quello che più di tutti ha definito l’era dell’antieroismo in tv. El Camino: A Breaking Bad Movie è il film sequel di Breaking Bad, che raccontava l’incredibile trasformazione di un professore di chimica malato di cancro, Walter White (Bryan Cranston), in potente boss della droga. Dopo cinque stagioni, la serie si è chiusa con la morte di Walter e la fuga del socio Jesse Pinkman (Aaron Paul), spacciatore in crisi esistenziale e vero cuore della storia. Il sequel sarà incentrato proprio su di lui, ancora in fuga dalla legge, ma è difficile fare ipotesi e prevedere se sarà o meno all’altezza delle aspettative – altissime. Il film è stato girato nel 2018 in New Mexico in assoluta segretezza, Vince Gilligan (creatore della serie) lo ha scritto e diretto, ma non sappiamo se ci sarà anche Cranston. Forse proprio la sua presenza o assenza ci aiuterà a capire lo stato di salute degli antieroi. Ottobre è il loro mese, chissà se ritornerà anche la loro stagione televisiva.

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