Giacarta sprofonda, il suo destino è segnato? Trasferiamo il centro decisionale del Paese 1.300 chilometri più in là, nell’isola del Borneo

Quando pensiamo alla capitale di uno dei Paesi più popolati al mondo, possono affiorare alla mente immagini dall’alto, notturne, con migliaia e migliaia di luci che la illuminano a giorno. Nella regione del Kalimantan Orientale, però, le uniche luci della foresta pluviale sono quelle del sole – di giorno – e dei fari dei camion che trasportano carbone e generi alimentari – di notte. È qui che sorgerà la nuova capitale dell’Indonesia, uno Stato con oltre 17mila isole e 270 milioni di abitanti.

La città principale del Paese, Giacarta – 10 milioni di persone, 30 se si considera l’area metropolitana – rischia di fare la fine di Atlantide, sprofondando nell’Oceano Indiano: il 40 per cento della “città vittoriosa” è già sotto il livello del mare, cedendo ogni anno tra i 10 e 20 centimetri. Secondo le rilevazioni del Bandung Institute of Technology, entro il 2050 il 95 per cento dell’area a Nord della capitale, che sorge sull’isola di Giava, verrà sommerso. Giacarta ha fatto registrare investimenti immobiliari da capogiro facendo da spinta per l’economia indonesiana, ma la metropoli soffre di problemi enormi: inondazioni incontrollate, sovrasfruttamento della falda acquifera e livelli preoccupanti di inquinamento, traffico congestionato. Viste le conclusioni dei centri studi, la situazione sembra non soltanto irreversibile, ma prossima al collasso.

Così è sceso in campo il presidente indonesiano, Joko “Jokowi” Widodo, un personaggio che unisce una faccia pulita, la passione per la musica metal e gli sforzi per tenere a bada le pulsioni estremiste della comunità musulmana più grande al mondo. Widodo è pronto a varare un trasloco record: oltre 1.300 chilometri (tanta è la distanza tra Giacarta e l’area designata nel Kalimantan Orientale), una “fattura” che supera i 30 miliardi e lavori che inizieranno nel 2021 e finiranno nel 2024 per realizzare il nuovo centro politico-amministrativo del Paese nell’isola del Borneo, tra le città esistenti di Balikpapan e Samarinda.

Il timore è che, per risolvere un disastro ambientale, se ne causi uno nuovo. Preoccupano la deforestazione (che in Borneo è già aumentata per fare posto a piantagioni di olio di palma) e il futuro della fauna (per esempio, gli oranghi, specie in via di estinzione). E poi: che ne sarà di Giacarta? Domande a cui Widodo deve trovare una risposta, mentre cerca un nome per la sua nuova capitale.

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