Design

Trasparente ossessione

IL 115 15.10.2019

Un esemplare della Glass Chair di Shirō Kuramata dalla collezione della galleria Friedman Benda di New York

Courtesy of Friedman Benda and Shiro Kuramata

Per la nostra serie “L'avessi fatto io” Germans Ermičs sceglie la Glass Chair di Shirō Kuramata, 1976 (edizione di 40): «Ce l’avevo sempre in testa: è la definitiva bellezza minimalista. Pulita, semplice, trasparente»

Per Germans Ermičs, designer lettone con lo studio ad Amsterdam, la sedia di vetro del maestro giapponese Shirō Kuramata (1934-1991) è stata quasi un’ossessione: «Ce l’avevo sempre in testa: è la definitiva bellezza minimalista. Pulita, semplice, trasparente, rivoluzionaria per i suoi tempi, perché il progettista è stato capace di unire i diversi piani di vetro che la compongono senza connessioni né giunti visibili». Senza contare «l’estetica e la qualità artigianale giapponese», ammirati nel pezzo in edizione limitata, che ora si trova in gallerie come la Friedman Benda di New York. È per questo che, a un certo punto, Ermičs decide di reinterpretarla secondo la propria personale visione, che ha messo a punto grazie al retroterra da graphic designer da cui proviene: «Lavoro con i colori e il vetro è un mezzo perfetto per esprimermi: è il mio punto di partenza. Volevo sperimentare la relazione tra forma e colore su un oggetto tridimensionale come una sedia, classico pezzo di snodo per la carriera di un designer. La Glass Chair mi è sembrata adatta per vedere come cambia quando la luce le passa attraverso». Ecco così la Frosted Ombré Glass Chair, nel 2017, inizialmente come pezzo unico e poi in edizione limitata per la galleria Rossana Orlandi di Milano. Ora Ermičs è pronto a esplorare «materiali diversi e diverse relazioni: quella tra texture e colore come nei tappeti Tidal per cc-tapis; quella tra suono e forma come in The Circle of Fifths». Il cerchio in alluminio della mostra Wallpaper* Handmade X realizzato con Bang & Olufsen va pure oltre le tre dimensioni: suona se accarezzato.

Nato a Riga (Lettonia), nel 1985, Germans Ermičs ha studiato graphic design in Danimarca e si è diplomato nel 2011 alla Design Academy di Eindhoven, dipartimento Man & living. Nel 2014 ha aperto il suo studio ad Amsterdam. I suoi pannelli di vetro con colori che si dissolvono uno nell’altro sono stati usati nei negozi di Raf Simons e di Alchemist. Il suo ultimo lavoro è “Where The Rainbow Ends”, un padiglione in vetro realizzato a Cannes per Instagram durante il Cannes Lions Festival.
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