Design

Nella fucina di Polifactory

di Sara Deganello
fotografie di DIEGO MAYON per IL
13.11.2019

La sede di Polifactory, spacemakers e fablab del Politecnico di Milano nel quartiere Bovisa

Bastoni parametrici, deambulatori “hackerati”, stampelle modificate: nel fablab del Politecnico di Milano vengono progettate soluzioni di “health care” futuribili. E non solo

Prendi un gruppo di studenti universitari di design, affida loro il compito di ripensare una serie di “utensili” necessari ma brutti come le stampelle, fornisci loro l’equipaggiamento tecnologico più aggiornato possibile, dalla stampante 3D ai software di design parametrico. Ecco la ricetta che Polifactory, il fablab del Politecnico di Milano, mette in campo in una serie di settori per certi versi dimenticati dal design che fa notizia. Ma non meno importanti, anzi. «Come quello degli oggetti medicali», racconta il direttore Stefano Maffei: «Agli antipodi rispetto a quello che consideriamo un “oggetto bello”». Nasce così Next Steps, sviluppata con l’Associazione Italiana Glicogenosi che fa collaborare designer, makers e pazienti per pensare insieme e prototipare ausili per la deambulazione da distribuire come progetti in open source gratuiti su piattaforme digitali. Per esempio su DDMP (Distributed Design Market Platform) progetto finanziato dal programma Creative Europe con l’obiettivo di implementare la rete globale dei fablab.

In queste foto, l'interno di Polifactory

Polifemo, remo con sensore che analizza la qualità dell'acqua (progetto di Gabriele Basei)

La galleria di prototipi che fanno capolino nello spazio di Polifactory all’interno del campus del design di via Durando, nel quartiere milanese della Bovisa, comprende Wander3d, un deambulatore per anziani “hackerato” e accessoriato con motore, sistema IoT e sensori «che rilevano se stai per cadere», spiega Maffei (il progetto è di Leonardo Lucchetti e Silvia Meregalli). Twistr è invece un bastone (pensato da Angelo De Iesi, Andrea Ascani, Ewoud Westerduin, Aurélie Marie Glaser) realizzato con software parametrico, sviluppato cioè a partire da parametri personali come peso e altezza, rilevati attraverso una scannerizzazione con Kinect Cam, e stampato in 3D con filamento di carbonio prodotto da Treedfilaments. Più semplice, Clip Clap: una serie di clip removibili colorati e dalle strane forme (disegnati da Lorenzo Cereda, Nicola Colombo, Giovanni Cortellessa, Andrea Stefanelli) che consentono di personalizzare la propria stampella.

Stefano Maffei direttore di Polifactory

Una stampella modificata con il sistema Clip Clap

Un altro interessante progetto in via di realizzazione è «la stanza della riabilitazione basata sull’imitazione di coreografie musicali nello spazio, rilevate e “controllate” grazie a un sistema a specchio e a Kinect, con un software originale che potrebbe essere brevettato», illustra Maffei. È pensata per i bambini che hanno avuto un ictus infantile ed è sviluppata insieme all’associazione FightTheStroke fondata da Francesca Fedeli e Roberto D’Angelo: «Dai primi test, i bambini erano esaltati. Ora stiamo lavorando per rendere la stanza low cost e leggera, cioè smontabile, non legata necessariamente a un ospedale. Il passo finale sarebbe quello di fornire agli utenti indumenti con elementi di segnalazione che vibrano sul corpo per dare un feedback», continua il direttore di Polifactory. «I possibili utilizzi vanno oltre i destinatari per cui è stato pensato: è un sistema di monitoraggio del corpo che può interessare anche i normodotati».

Il reggiseno Palpatine che aiuta l'autopalpazione per la prevenzione del tumore al seno

«L’health care è uno dei campi dalle grandi potenzialità progettuali», puntualizza, «è uno dei temi del service design di cui Polifactory si occupa costantemente» e che si allarga alle altre iniziative che le gravitano intorno, e che si cerca di realizzare, come in una grande fucina. Maffei prova a fare un elenco: «Il lavoro sul 5G pagato dalla Regione; il sistema di orientamento per gli spazi interni grazie a scritte che appaiono per l’utente negli spazi pubblici, tipo Minority Report; la gestione dei parcheggi intelligenti; un progetto con il Comune di Milano sulle catene di distribuzione del cibo con un osservatorio sui mercati comunali che ha l’obiettivo di sviluppare soluzioni legate alla circolarità; lo sviluppo del monopattino elettrico intelligente insieme a Edison; un sistema di servizi per i migranti che dovrebbe partire alla fine del 2019». Buon lavoro.

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