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Emergenza sanitaria? Arriva “dottor drone”

IL 116 19.11.2019

Ostacoli geografici e strade non sono più un problema: dal Ruanda alla Tanzania, vaccini e medicine viaggiano sulle ali dei nuovi velivoli

In soccorso delle popolazioni del Continente Nero decollano i “dottor droni”. Agli attuali trend di crescita, la popolazione africana supererà i due miliardi di individui nel 2050, per raddoppiare poi entro la fine del secolo. Se gli standard di prevenzione e cura delle malattie non miglioreranno in maniera significativa, un tale boom potrebbe scatenare effetti collaterali devastanti. Negli slum delle megalopoli e nelle sterminate aree rurali caratterizzate da una rete infrastrutturale assai carente, il sistema sanitario mostra la corda. Se vaccini, medicinali, sacche ematiche e antidoti sono le armi per combattere le emergenze mediche sul campo, è necessario che possano arrivare in ogni luogo e in tempi rapidi. Con l’aiuto della tecnologia, da qualche anno, in alcuni Stati africani, si stanno testando soluzioni che potrebbero aiutare a salvare milioni di vite.

La startup californiana Zipline ha aperto la strada e dal 2014 impiega droni in Ruanda per il trasporto di dispositivi medici. In un Paese piccolo, ma montuoso e privo di strade sicure, ora è possibile «consegnare ovunque sangue per le trasfusioni nel giro di 20, 30 minuti», ha raccontato all’Economist il dottor Seth Berkley, ceo di “Gavi, the Vaccine Alliance”, organizzazione nata nel 2000 per incrementare l’immunizzazione dei bambini che vivono nei Paesi più poveri del mondo. Forte dei riscontri positivi, la scorsa primavera Zipline ha aperto un nuovo centro distributivo in Ghana, il più imponente servizio di consegna con droni nelle aree in via di sviluppo: una capacità di 600 missioni 24 ore su 24, effettuate con mezzi operati da remoto in grado di volare a una velocità di 100 chilometri orari e fino a 80 chilometri di distanza, coordinate con la rete di cliniche distribuite sul territorio. Se prima erano necessari faticosi trasferimenti su jeep, ora la speranza arriva dal cielo: «Il nuovo servizio è un passo cruciale per garantire a chiunque l’accesso a farmaci salvavita», ha sottolineato al Guardian il presidente del Ghana Nana Akufo-Addo, presente all’inaugurazione del compound.

Seguendo l’esempio del Ruanda, dal 2018 anche la Tanzania ha iniziato ad affidarsi ai velivoli radiocomandati per le spedizioni nelle zone più selvagge del Paese. A gestire il programma-pilota – che si stima abbia già raggiunto più di 8 milioni di persone – è la tanzaniana Costech, in partnership con Wingcopter e Deutsche Post DHL. «Sostenibilità e consegna immediata dei farmaci sono le chiavi del nuovo servizio», ha dichiarato a Bloomberg George Mulamula, capo progetto Costech. Il servizio, una volta potenziato, potrebbe rivoluzionare la portata delle iniziative sanitarie nel più vasto Paese dell’Africa orientale, che, con i suoi 57 milioni di abitanti, è in cronico affanno nella lotta contro malaria, Aids e Tbc.

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