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L’Oscar per il revival è tuo, J.Lo

IL 116 07.11.2019

Jennifer Lopez in “Hustlers” (in Italia “Le ragazze di Wall Street - Business I$ Business”, dal 7 novembre)

Il suo personaggio instant-cult in “Hustlers”, l’halftime show del prossimo Super Bowl (con Shakira) e il jungle dress alla sfilata di Versace. Perché lei lo ha capito: di questi tempi ci rimane solo la nostalgia

Jennifer Lopez non vincerà l’Oscar l’anno prossimo: l’ha già vinto quest’anno. Le statuette dorate nelle mani delle stelle contano eccome, ma vale pure il verdetto popolare. E l’onda lunga partita all’ultimo Festival di Toronto ha decretato che J.Lo è la trionfatrice della stagione. Le analisi sociologiche si sprecheranno da qui all’eternità, che nel tempo virtuale vuol dire pochi mesi. Ma tant’è. Nell’anno dei suoi cinquant’anni, la diva global-latina manda a casa tutte le colleghe più giovani, dimostra che l’ageism a Hollywood e dintorni è sempre più relativo, codifica uno statement femminista valido per tutte le annate a venire.

Il cinema. Hustlers è il titolo che, per l’appunto dal Canada, ha fatto partire il buzz. «Date un qualsivoglia premio a Lopez», ha deliberato la stampa americana all’unanimità: un bacio della morte, ma pure un attestato di stima sorprendente. Nessun cinefilo si pronunciò con tale passione davanti alle interpretazioni in – che so – The Cell o Quel mostro di suocera. Qui J.Lo, nei panni (pochi) di una spogliarellista che mette a punto una truffa ai danni dei suoi clienti straricchi, è personaggio instant-cult, veicolo di performance che fa giubilare i critici, icona: almeno per questa volta, si può usare il termine non a sproposito. La sequenza della pole dance è stata sezionata al dettaglio, dagli addominali della protagonista a Criminal di Fiona Apple usata come colonna sonora. La cronaca ha fatto il suo per accrescere l’hype: Samantha Barbash, la stripper che ha ispirato il soggetto, medita di fare causa per lesa veridicità.

La musica. Ricordate un pezzo recente della (anche) cantante? Probabilmente solo il tentativo di resurrezione della lambada di qualche anno fa: On the Floor, tamarra e travolgente. Per il resto, bisogna tornare a fine anni Novanta, quando s’infilò sottovoce (ne ha poca) nel novero delle popstar. Ma che importa, la musica oggigiorno scompare nel giro di una nuova playlist del venerdì. Quel che interessa è il revival. E difatti Jennifer si è guadagnata pure l’ambitissimo halftime show del prossimo Super Bowl. Condiviso con Shakira, per eccesso di ispanoamericanismo. Anche in quel caso, immaginiamo che J.Lo metterà la biondina al suo posto.

La moda. Se quest’autunno un Oscar va, anche solo idealmente, assegnato, allora lo vince lei. È quello per il Momento Irripetibile del 2019. J.Lo ha trasformato l’ultima sfilata di Versace nel crash dell’internet. Il jungle dress è comparso nel pieno di una fashion week stanca come lo sono questi tempi. La contemporaneità, forse, ci ha uccisi. Rimane la nostalgia. J.Lo, più o meno consapevolmente, l’ha capito. È come quando Facebook ti ripropone i “ricordi” di qualche tempo prima: è quell’emozione che, collettivamente, conta. Altro che statuette.

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