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Caccia all’eredità di “Game of Thrones”

IL 117 12.12.2019

Una foto dal set di “The Witcher”, in onda su Netflix dal 20 dicembre

Missione difficile, quasi impossibile, ma iniziano le candidature alla successione, nel cuore dei fan, di quella che stata la serie regina degli anni Dieci: Netflix punta su “The Witcher”

Il 23 maggio 2010 finiva un’era televisiva. Quel giorno andava in onda l’ultima puntata di Lost, una serie che ha cambiato il concetto stesso di serialità. Un titolo nato di culto, diventato di successo e poi esploso in fenomeno di costume. Nell’esatto istante in cui lo schermo diventava nero, iniziava la caccia all’erede di Lost, che durò diversi anni e bruciò non poche serie (un nome per tutti: Flash Forward, record mondiale di confusione). Passano nove anni e il 19 maggio 2019 finisce un’altra era televisiva. Questa volta non ci sono isole, ma draghi e soprattutto, alla fine, non ci sono dubbi su chi sia morto e chi sia vivo: per dimensioni e trasversalità, Game of Thrones è stata, nei fatti, la vera erede di Lost, e inevitabilmente ha lasciato dietro di sé un enorme spazio vuoto, che i network stanno già cercando di riempire.

Se dieci anni fa fu tutto un fiorire di serie piene di misteri e complotti, adesso è il momento del fantasy. Uno dei primi titoli a provare il colpaccio è The Witcher, da Netflix il 20 dicembre. Basata sull’imponente saga letteraria creata a partire dagli anni Ottanta dallo scrittore polacco Andrzej Sapkowski, The Witcher ha il proprio personaggio principale in Geralt di Rivia, guerriero dalle sembianze umane, ma dalla forza e dalle doti peculiari, che si aggira in un’Europa medievaleggiante in cerca di ingaggi come uccisore di mostri.

Capello bianco lungo, look total black, Geralt di Rivia ha il volto di Henry Cavill (già Superman nel Batman v. Superman di Zack Snyder). Geralt è, in fondo, una versione riveduta e corretta del mito del cavaliere solitario ed è già stato protagonista di uno dei videogiochi di maggior successo degli ultimi anni. Accanto a lui, due figure tutt’altro che secondarie: la giovane principessa Ciri (Freya Allan), in fuga da una città distrutta dalla guerra, e Yennefer (Anya Chalotra), ragazza disabile che ha davanti a sé un futuro segnato dalla magia. La serie si sviluppa intorno a questo trio di personaggi disprezzati ed emarginati, che si muoveranno lungo traiettorie in apparenza lontane, ma che finiranno per incrociarsi. Del resto, non è un caso che la parola più pronunciata nei primi episodi della serie sia destino.

The Witcher è una scommessa importante per Netflix e fin da subito mette in chiaro l’impegno economico e produttivo sostenuto: tutto è al massimo dello sforzo, dalle scene di battaglia agli effetti, alle ricostruzioni di ambienti e costumi. Se poi il suo destino sia di diventare la nuova serie fenomeno, non è dato saperlo.

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