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Il Ghana ha deciso: mai più portafogli

11.12.2019

Ghana, un punto vendita per gli abbonamenti a MTN Mobile Money, servizio che consente di effettuare operazioni finanziarie con il cellulare

Se da noi si continua a parlare di pagamenti elettronici, il Paese africano vara un piano per diventare “senza contanti” entro il 2030

In Italia si continua a discutere di pagamenti elettronici e digitalizzazione in maniera piuttosto ideologica, senza veri progressi e senza fare grosse distinzioni tra pubblica amministrazione e privati cittadini. A 5mila chilometri di distanza, in Africa, c’è invece un Paese (con un Pil pro capite 20 volte inferiore al nostro) che si sta ponendo grandi obiettivi scommettendo tutto sulla tecnologia per tracciare le transizioni, sconfiggere la corruzione e aumentare le entrate fiscali. Parliamo del Ghana, che ha promesso di liberare dal contante tutti i servizi statali entro il prossimo giugno; un primo passo, visto che il governo di Accra punta a rendere l’intero Paese cashless entro il 2030, in un processo che coinvolge le transazioni tra cittadini, gli acquisti nei negozi, perfino la partecipazione alle funzioni religiose (alcune chiese già oggi accettano donazioni via app).

La mente del progetto, che vede il Ghana sfidare il Kenya per la supremazia digitale nel continente africano, è il vicepresidente Mahamudu Bawumia, sostenuto dalla comunità di giovani che hanno portato la blockchain ghanese a livelli d’eccellenza mondiale. Esponente del Nuovo partito patriottico (formazione conservatrice e liberale), economista con studi a Oxford e dottorato alla canadese Simon Fraser University, ex numero due della Banca centrale di Accra, ha illustrato il piano partecipando all’Africa Summit organizzato dal Financial Times. Entro metà del 2020, tutte le abitazioni dei quasi 30 milioni di cittadini ghanesi saranno identificate elettronicamente grazie ai sistemi Gps. Comprese quelle che si trovano nelle baraccopoli, che, nonostante la forte crescita economica registrata negli ultimi anni dal Paese (in due decenni il Pil è più che sestuplicato), deve fare i conti con problema irrisolto.

Parallelamente, la pubblica amministrazione verrà liberata dal contante, con servizi cashless per la richiesta dei permessi (le domande per la patente, per esempio). Già si possono pagare le tasse tramite app, senza avere un conto bancario, disponendo di un portafoglio digitale. «La tecnologia lo permette, noi lo facciamo», ha spiegato Bawumia, quasi banalizzando un grande progresso che rende più facile la lotta all’evasione e alla corruzione, ma anche, allo stesso tempo, la fornitura ai cittadini dei servizi pagati con le tasse. È un progetto che, se realizzato nella sua complessità, colmerà il vuoto di anni di riforme mancate, rendendo più trasparente e responsabile la macchina statale. Un caso che il nostro Paese potrebbe studiare con profitto.

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