Design

Tolomeo, dacci ancora la luce

IL 117 11.12.2019

Tolomeo di Michele De Lucchi e Giancarlo Fassina per Artemide (1987), versione Micro da tavolo in alluminio anodizzato rosso

Per la nostra serie “L'avessi fatto io”, Valentina Zuendel sceglie la celebre lampada progettata da Michele De Lucchi: «Incarna uno dei suoi pensieri più belli, “Il design non è solo costruire edifici e oggetti belli, ma è investigare i bisogni e le ambizioni dell’uomo”»

C’è un doppio filo che lega questa lampada best-seller alla storia della designer Valentina Zuendel. Il primo è personale: «Ho scoperto che per questo progetto De Lucchi si era originariamente ispirato ai trabucchi, antichi macchinari da pesca con lunghi bracci che sostengono le reti. Si trovano anche sulla costa pugliese e in maniera del tutto casuale mi sono trovata a possederne uno. Ho capito dal vivo la magia di una struttura del genere», racconta. Il secondo è professionale: «È un pezzo senza tempo. E incarna uno dei pensieri di De Lucchi che sento più miei, e che reputo alla base dell’innovazione, oggi che abbiamo già tutto: “Il design non è solo costruire edifici e oggetti belli, ma è investigare i bisogni e le ambizioni dell’uomo”». Ispirata da questi princìpi, e anche dalla versatilità della Tolomeo, che può essere usata in ambienti diversi, Zuendel ha progettato la Standing Workstation, oggetto ibrido, mobile, a metà strada tra una scrivania e una libreria: «Nasce dai bisogni degli studenti: all’università c’erano lunghi corridoi vuoti, eppure non avevo mai un posto dove appoggiare il computer. Così ho pensato a una struttura apribile»

Nata a Vienna (Austria), nel 1986, Valentina Zuendel si è trasferita a Milano a 19 anni per studiare allo Ied, dove si è laureata in interior design. Ha collaborato con Matteo Thun, Matteo Nunziati, Armani, per cui è stata visual designer per vetrine e sfilate. Nel 2016 ha lanciato la sua prima collezione di mobili. Oggi si divide tra progetti di interni e autoproduzioni. L’ultima è la lampada Lunaria: un cerchio in ottone e vetro bianco sabbiato che racchiude le foglie essiccate di Lunaria annua.
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