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Un trionfo di colori tra le strade delle città

11.12.2019

L’intervento "Up & Down River" di Ellen Picken, a Brooklyn

Incroci e spazi anonimi trasformati, a colpi di vernice, in luoghi di incontro e socialità. La “Asphalt art” alla conquista delle metropoli

Riappropriarsi degli spazi cittadini attraverso l’arte, trasformando vie anonime e piazze trascurate in laboratori di attività innovative e partecipative. L’obiettivo non è nuovo ed è, da anni, alla base di tanti interventi di Street art e di Guerrilla gardening nelle aree verdi incolte. L’ultima tendenza in fatto di urbanismo tattico per rilanciare territori abbandonati, sottraendoli al traffico o al degrado, si chiama “Asphalt art” e arriva da New York. Attraverso l’uso della vernice colorata per azioni a breve termine e a basso costo su carreggiate, incroci o spazi pedonali, si introducono cambiamenti ad alto impatto, modificando contestualmente la circolazione dei veicoli e realizzando piccoli interventi di arredo urbano.

La Fondazione Bloomberg Associates, guidata dall’ex sindaco (che nel corso del suo mandato ha restituito ai cittadini 800mila metri quadrati di superficie rigenerata) si propone di sostenere altre città statunitensi a replicare l’esperimento, in un’iniziativa lanciata poche settimane fa. L’approccio di Bloomberg, che ricorda l’applicazione della nota teoria sociologica delle “finestre rotte” con cui ha fatto scuola il predecessore Rudy Giuliani, si basa sull’idea che la creatività e i colori possano ridefinire le funzioni degli ambienti pubblici, aumentandone sicurezza e fruibilità. Il metodo è stato codificato in una guida che mette ora a disposizione di sindaci, cittadini e associazioni, strumenti operativi e buone pratiche per ridisegnare collettivamente lo spazio urbano.

"The Song of Dragon and Flowers" di Chen Dongfan sull’asfalto di una strada di Manhattan

Altri interventi di restyling cromatico e pedonalizzazione nei quartieri di New York

È una politica di intervento che sta prendendo piede anche fuori dagli Stati Uniti: sono oltre una ventina gli esperimenti censiti dalla Asphalt Art Initiative, da Bogotà a Toronto, da Londra ad Atene. Milano è la prima città in Italia ad aver intrapreso, con il progetto “Piazze aperte”, la riqualificazione di aree pedonalizzabili utilizzando queste tecniche. «Sotto la guida dello staff della Bloomberg Associates, abbiamo portato a termine un primo intervento sul piazzale di Porta Genova: vernice, panchine e fioriere hanno fatto emergere, da un crocevia di transito, un’area di inaspettata socialità», spiega Andrea Amato, presidente di Retake, che da anni si occupa di lotta al degrado e cura dello spazio pubblico. «A questo sono seguiti e seguiranno altri progetti: ogni contesto ha esigenze specifiche, ed è fondamentale coinvolgere i soggetti che lo fruiscono ogni giorno, individuando quegli elementi che ne migliorano, oltre all’estetica, anche la percezione e le interazioni».

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