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Quando la voce della tua coscienza è una scimmia

IL 118 06.01.2020

Ruth Wilson e il suo daimon in “His Dark Materials”, in onda dal primo gennaio

Un centinaio di anni dopo Carlo Collodi e il suo Grillo Parlante, l'inglese Philip Pullman decide di affidare agli animali il compito di incarnare l’animo più vero degli umani. Ed è subito “His Dark Materials”

Il Grillo Parlante non è mai stato simpatico a nessuno. Avere al proprio fianco un animaletto con il ditino sempre alzato e il tono di chi la sa più lunga di tutti non rientra tra i sogni dell’essere umano medio, né dei burattini di legno. L’idea di rappresentare la coscienza con un animaletto, però, è vincente. Così, un centinaio di anni dopo Carlo Collodi, anche l’inglese Philip Pullman decide di affidare proprio a degli animali chiamati “daimon” il compito di incarnare l’animo più vero degli umani, che accompagnano fin dalla nascita. Senza ditina alzate, però. Questa intuizione è uno degli elementi vincenti della trilogia letteraria di His Dark Materials che, dopo un adattamento cinematografico parziale (La bussola d’oro, film del 2007 tratto dal primo volume della saga), diventa ora una serie tv che vede unire gli sforzi di Bbc e Hbo.

Queste oscure materie – His Dark Materials è disponibile in Italia su Sky Atlantic e Now Tv dal primo gennaio ed è ambientata in un mondo alternativo che ha molti punti di contatto con il nostro, ma anche alcune deviazioni quasi steampunk, con dirigibili metallici ad affollare i cieli inglesi. Protagonista della vicenda è Lyra, una ragazzina rimasta orfana che viene affidata agli accademici di Oxford da uno zio scienziato, troppo impegnato a esplorare il misterioso Nord per poter badare a lei. Con il pensiero fisso di raggiungere l’unico parente che ha e di unirsi alle missioni tra i ghiacci, Lyra cresce con al fianco il “daimon” Pantalaimon, che nel suo caso ha le sembianze di un ermellino.

Quella di His Dark Materials è una grande storia di avventura, in cui Lyra, aiutata da un popolo nomade che ricorda molto i Rom, sfida l’intero Magisterium – una sorta di Chiesa cattolica nel periodo dell’Inquisizione – e in particolare Mrs. Coulter, donna di potere dalla dubbia morale interpretata da Ruth Wilson, già protagonista di due serie di peso come The Affair e Luther. Parlando di attrici, non si può non sottolineare la prova di Dafne Keen: classe 2005 – sì, 2005 – e volto pazzesco, riesce da sola a reggere la trama principale di una serie kolossal dalle grandi ambizioni. Ambizioni testimoniate dalla scelta di un regista premio Oscar come Tom Hooper (Il discorso del re) per dirigere i primi due episodi e di uno showrunner pluripremiato come Jack Thorne (This is England) per curare la sceneggiatura di tutte le puntate. Nomi di peso e di talento, che danno una forma molto definita a un materiale già solido e strutturato. E poi ci sono i “daimon”, quanto di più lontano possa esistere da un grillo parlante. Garantito.

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