Agenda

L’irresistibile presuntuosa

22.02.2020

Zoë Kravitz in una scena di “Big Little Lies”

Di nuovo in tv (con “Alta fedeltà”), presto al cinema (come Catwoman) e anche su Instagram (contro Trump): ecco come Zoë Kravitz sta diventando un’icona

Una pesca è una pesca è una pesca. O è molto di più. Il riferimento non è al frutto di Chiamami col tuo nome, diventato a suo tempo presenza fissa sui social cinefili di tutto il mondo, ma alla pesca addentata su Instagram a fine 2019 da Zoë Kravitz. La foto era accompagnata dalla didascalia «Eat that, 45», frase semi-cifrata dove 45 è Donald Trump, 45esimo presidente degli Stati Uniti, e il messaggio è tutto nel calembour tra il termine peach e l’impeachment che era appena stato avviato. Passano pochi minuti dalla pubblicazione e l’immagine diventa l’argomento del giorno: c’entra senz’altro il fatto che la pesca e un orecchino siano tutto ciò che compare nella foto oltre al corpo di Zoë Kravitz, ma sarebbe miope ridurre tutto a una questione di bellezza.

Sarebbe miope perché Zoë Kravitz è un nome in rapidissima ascesa nel cinema come nella tv, per quanto in quest’ultimo campo abbia scelto una strada piuttosto tortuosa. Prendiamo Big Little Lies, serie di HBO pluripremiata e che non ha bisogno di presentazioni. Uno degli elementi cruciali nel successo di Big Little Lies è il cast: Kidman, Witherspoon, Dern e Woodley sono nomi che si incastrano alla perfezione, unendo star power e carisma. Eppure a mangiarsi la scena è spesso Kravitz: parte da una posizione più defilata nella storia, per giunta interpretando un personaggio scostante e poco amabile, ma finisce per essere l’ingranaggio fondamentale che fa funzionare tutto.

Se al cinema c’è il costume di Catwoman ad attenderla nel Batman di Matt Reeves, che vedrà Robert Pattinson come nuovo Bruce Wayne, il percorso televisivo continua a essere tutt’altro che scontato. Il giorno di San Valentino è andata in onda negli Stati Uniti la prima puntata di High Fidelity, versione televisiva (in onda su Hulu) di quel manifesto generazionale che è stato Alta Fedeltà di Nick Hornby, pubblicato ormai 25 anni fa e già trasformato in film nel 2000. Lì era John Cusack a interpretare il protagonista, mentre nella serie è Zoë Kravitz a calarsi nel ruolo – piuttosto hipster nel 2020 – della proprietaria di un negozio di vinili. L’obiettivo è chiaro: prendere un personaggio maschile molto definito e cercare di girarlo al femminile, senza perdere i tratti di misantropia, disillusione e fissazione da nerd musicale. Non il più semplice dei compiti, ma in questo è aiutata senz’altro dalla sua esperienza come musicista e da quel mix perfetto di Dna artistico che ha ricevuto dai genitori Lisa Bonet e Lenny Kravitz.

Tutti motivi che fanno dire che sì, come Catwoman diventerà senz’altro un’icona, ma la sfida più interessante è quella che la vede con sguardo cinico e atteggiamento passivo aggressivo a snocciolare Top 5 di tutto quello che le capita a tiro. Pesche escluse.

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